2027
"Ferro, sbrigati con quell'attrezzatura, non abbiamo tutto il giorno!"
"Si, scusi capo, ma non è facile portare tutta questa roba da solo"
"Ti stai lamentando per caso? Perché se è così posso trovami benissimo un altro tirocinante che mi dia una mano. Nel tuo corso è pieno di ragazzi che venderebbe l'anima al diavolo per essere al tuo posto, e tu osi anche lamentarti perché l'attrezzatura è troppo pesante?"
"No, ha ragione capo. Mi scusi ancora. Mi metto subito a montare tut-"
"No, lascia stare, ci penso io. Tu non ne saresti capace. Piuttosto vai un attimo in pausa e togliti di mezzo. Siamo appena arrivati e mi stai già facendo saltare i nervi ragazzo!"Prima che possa cambiare idea mi allontano mentre lui inizia a sistemare l'attrezzatura che ci sarebbe servita quel giorno.
Stavo pensando di andarmi a prendere un caffè dato che sono solo le dieci del mattino ma sono già distrutto, ma prima che possa fare qualunque cosa sento il mio cellulare vibrare nella tasca della giacca. Dopo averlo tirato fuori guardo il display, e mi viene naturale accennare un sorriso appena leggo la scritta "mamma".
"Pronto" sento dire dalla voce di mia madre dall'altro capo del telefono.
"Ciao ma', che succede?"
"Niente tesoro, volevo solo sapere come sta andando il tuo primo giorno di tirocinio. Va tutto bene? Com'è il tuo capo? È simpatico?"
"Simpaticissimo ma'. Ho passato solo due ore insieme a lui e già vorrei affogarlo in uno di 'sti canali"
Mia madre scoppia a ridere. "Eddai non essere così drammatico. Magari è solo un po' scorbutico ma una volta che ci entri in confidenza diventa simpatico"
"No, no, questo è proprio stronzo te lo assicuro"
"Sei sempre il solito!" Mi rimprovera, ma senza smettere di ridacchiare.
"E per il resto invece come va? Com'era l'albergo?"
"Per il resto va tutto alla grande, questo posto è una figata e l'albergo non è da meno. Ci fanno alloggiare in un cinque stelle tutto incluso e io non devo pagare nulla!"
"Sono davvero felice per te, Manuel. Te lo meriti dopo tutto il tuo duro lavoro. E dimmi hai già incontrato qualche attore famoso?"
"Sapevo che prima o poi me l'avresti chiesto" rispondo ridacchiando e alzando gli occhi al cielo, pur essendo consapevole che lei non potesse vedermi.
"Però temo che per poter dire che tuo figlio ha fotografato degli attori famosi dovrai aspettare ancora qualche ora, perché arriveranno questo pomeriggio dopo pranzo"
"Oh capisco, beh sappi che dovrai raccontarmi tutto e-"
Non riesco a sentire la fine della frase di mia madre perché vengo distratto dalla aspra voce del mio capo che mi richiama al lavoro.
"Ferro, ho detto che potevi prenderti una piccola pausa, non che potevi startene lì impalato per ore a guardare le farfalle e gli uccellini. Coraggio torna al lavoro!"
"Scusa ma', devo andare il mio simpaticissimo capo ha bisogno di me. Ti scrivo tra un po'. Ti voglio bene"
"Anche io. Ciao tesoro. Buona fortuna per oggi""Eccoti finalmente. Cos'è? Vuoi farmi fare tutto da solo?"
"No, mi scusi signor Rinaldi"
"Sbrigati vai a sistemare quelle telecamere laggiù. Controlla che l'inquadratura sia messa bene"E dopo due ore passate a sistemare treppiedi, macchine fotografiche, inquadrature e qualunque altra cosa potesse venire in mente al mio capo, finalmente possiamo andare in pausa pranzo insieme agli altri fotografi e tirocinanti.
Andiamo in un ristorante vicino a dove si sarebbe tenuto il festival poche ore dopo.
Il mio capo va a sedersi in una lunga tavolata piena di altri fotografi infondo al ristorante, lasciandomi da solo.
Trovo un tavolo libero e mi ci siedo subito prima che qualcuno me lo rubi e io debba andarmi a sedere insieme agli altri tirocinanti radunati in un tavolo vicino a quello dei loro datori di lavoro.
Dopo pochi minuti arriva il cameriere "cosa posso portarle signore?"
"Prendo un club sandwich e una birra, grazie"
"Certo, arriva subito" dice lui accennandomi un sorriso cortese, prima di andarsene.
Nell'attesa prendo il telefono, apro Instagram e inizio a scorrere un po' le storie.
Dopo poco però una voce femminile richiama la mia attenzione.
"Ehi scusa, è occupato questo posto?"
"Cosa?" Chiedo alzando lo sguardo senza capire bene cosa intendesse.
"Ti chiedevo se posso sedermi qui" Mi spiega lei. Devo aver fatto una faccia abbastanza perplessa, perché poi la ragazza aggiunge "so che non ci conosciamo, ma davvero non mi va di sedermi con quegli strafottenti degli altri tirocinanti, che si sentono delle divinità solo perché gli è stata offerta una grande opportunità. Tu mi sembri più simpatico invece, e poi questo è l'unico posto rimasto"
"Oh si certo, siediti pure"
"Grazie" dice lei facendomi un sorriso pieno di gratitudine.
Prima di presentarmi mi sono preso qualche secondo per osservarla bene. E arrivo alla conclusione che deve avere più o meno vent'anni e che è davvero una bellissima ragazza, con lunghi capelli biondi, gli occhi verdi e le lentiggini sugli zigomi e sul naso. Indossava una maglietta bianca aderente con le righe blu, un paio di jeans e aveva una macchina fotografica appesa al collo. Devo essermi incantato nel guardarla perché dopo un po' inizia ad agitare una mano davanti alla mia faccia come per risvegliarmi da uno stato di trance.
"Ehi ci sei?"
"Si, scusa mi sono distratto. Che dicevi?"
"Ti ho chiesto come ti chiami" dice lei ridacchiando.
"Mi chiamo Manuel Ferro, piacere. Studio all'università di fotografia di Roma e sono il tirocinante di quello stronzo con la giacca blu là infondo" le spiego indicandole il mio capo e lei si gira per guardarlo.
"Capisco. Io invece sono Isabella Ferraro, piacere mio. Studio all'università di Torino e sono la nipote di quello stronzo con la giacca blu là infondo"
Spalanco occhi e bocca per lo stupore, e devo far passare alcuni secondi prima di riuscire a dire qualcosa.
"Io non intendevo... si insomma non sapevo che... io non... oddio scusa, che figura di merda" boccheggio mettendomi una mano sulla fronte per l'imbarazzo.
"Non ti preoccupare, lo so anche io che mio zio è un vero stronzo con i suoi tirocinanti, ma una volta che lo conosci ti giuro che è simpatico" dice lei ridendo di gusto.
Fortunatamente in quel momento arriva il cameriere con la mia ordinazione.
"Ecco qui signore" dice posandomi davanti il mio sandwich e la mia birra.
"E a lei signorina cosa posso portare?" Chiede rivolta a Isabella.
"Lo stesso che ha preso lui, grazie"
"Certo"
"È la tua prima volta qui al festival?"Mi chiede lei subito dopo che il cameriere ci aveva lasciato di nuovo soli.
"Si, in realtà è la prima volta che vengo scelto per assistere ad un evento così importante in generale. Di solito mi mandavano a fare da assistente solo a tizi che fotografavano animali, nuvole, piante e sciocchezze del genere. E per te invece?"
"Io vengo qua tutti gli anni con mia madre e mio zio, ma non sono una fotografa. Io studio grafica digitale e comunicazione, voglio diventare una web designer. Ma amo venire qui, vedere gli attori e i film in anteprima è una delle cose che preferisco al mondo"
"Se non sei una fotografa allora perché hai quella macchina fotografica al collo?"
"Perché sono comunque una grande appassionata di fotografia. Ma per me è solo un hobby, non potrei mai farne una professione come ha fatto mio zio. Questa me l'ha regalata lui e me la porto sempre dietro, soprattutto quando vado a fare delle passeggiate in campagna, sai mi piace molto fotografare animali, nuvole, piante e sciocchezze del genere"
Ed ecco che realizzo di aver appena fatto la seconda figura di merda della giornata, a meno di dieci minuti dalla prima. È un nuovo record!
"Accidenti sono davvero pessimo. È meglio che stia zitto"
"No, no ti prego mi piace parlare con te. Sei molto simpatico Manuel Ferro" dice Isabella senza un velo di ironia nella voce.
Il nostro cameriere, con tempismo perfetto, porta anche ad Isabella quello che aveva ordinato e ci mettiamo a mangiare.
Speravo che la conversazione si chiudesse lì, così almeno avrei potuto evitare di fare altre figuracce, ma dopo aver mandato giù il primo boccone lei ricomincia a parlare.
"E dimmi sai già quali attori dovrai fotografare oggi?"
"In realtà io non posso fotografarli, sono solo un assistente, devo aiutare tuo zio a sistemare l'attrezzatura e devo controllare che sia tutto in ordine. Comunque a tuo zio sono stati assegnati, di stranieri, Brad Pitt e Penelope Cruz, mentre di italiani, Matteo Giuggioli, Benedetta Porcaroli e un certo Simone Balestra, che sinceramente è l'unico che non conosco, ma dicono che sia bravissimo" le confesso con un po' di scetticismo.
"Come fai a non conoscerlo? Quest'anno si parlava solo di lui sul web e sui giornali. Ha recitato in quella serie bellissima, Mare Fuori, seriamente non l'hai mai vista?"
"Mi dispiace molto deluderti ma no, non l'ho mai vista e non ho mai sentito parlare di questo tipo"
"Ma dove vivi scusa? Non ce l'hai un cellulare?"
Prima che potessi risponderle il mio capo si avvicina a noi e interrompe la nostra conversazione.
"Ferro, spero che tu abbia finito di mangiare perché è ora di tornare al lavoro, gli attori arrivano tra meno di mezz'ora. Avanti alza il culo dalla sedia e andiamo"
Poi si volta verso la ragazza seduta difronte a me e dopo averla riconosciuta le fa un enorme sorriso.
"Oh ciao Bella, vedo che hai conosciuto Manuel, il mio tirocinante. È stato gentile con te, vero?" Le chiede con tono inquisitorio. Ho seriamente paura di quello che potrebbe farmi se lei gli raccontasse delle mie pessime figure e se gli dicesse che sono stato scortese con la sua preziosa nipotina.
"Oh si molto gentile e poi è così simpatico, sono molto felice di averlo conosciuto" quando la sento pronunciare questa frase tiro un sospiro di sollievo e la ringrazio mentalmente.
"Bene, ne sono felice. Ora però dobbiamo proprio andare"
"Certo" dico alzandomi per andare a pagare il conto alla cassa.
"Manuel aspetta" mi richiama Isabella alla mie spalle.
"Questo è il mio numero. Magari quando hai finito di lavorare scrivimi che ci andiamo a prendere qualcosa da bere. Conosco un posto dove fanno dei cocktail strepitosi" dice porgendomi un foglietto di carta con dei numeri scritti sopra.
"Si, mi piacerebbe molto" le dico accennando un sorriso.
"Bene, allora ci vediamo dopo" dice sorridendo anche lei."Eccoli. La prima barca è questa, controlla un'altra volta l'inquadratura" mi ordina il mio capo ed io obbedisco in silenzio.
Dopo poco la barca attracca e da li vedo scendere Brad Pitt in carne ed ossa, vestito di tutto punto e con i capelli pettinati alla perfezione.
Non avevo mai avuto un attore così famoso a così poca distanza da me, ero completamente su di giri. Mi sentivo come una teenager quando incontra per la prima volta l'attore o il cantante per cui ha una cotta. Avevo il cuore in gola, mi mancava il respiro e non riuscivo a togliergli gli occhi di dosso.
Non mi ero neanche accorto che il mio capo, il signor Rinaldi avesse già iniziato a fargli delle foto.
Dopo aver concluso il servizio fotografico di Brad è stato il turno di Penelope Cruz e anche con lei è stata la stessa storia, non pensavo che incontrare dal vivo delle celebrità mi avrebbe fatto quest'effetto.
Non ho avuto neanche il tempo di realizzare di aver avuto Penelope Cruz a pochi metri da me che già stava arrivando il primo attore italiano, Matteo Giuggioli. Fortunatamente con lui ero molto più tranquillo, probabilmente perché parla la mia stessa lingua e perché ha circa la mia età. È andato tutto bene anche con Benedetta, che ho scoperto essere ancora più bella dal vivo di quanto già non lo sia in televisione.
Finito anche il suo servizio, mi avvisano che sarebbe arrivato l'ultimo attore che avremmo dovuto fotografare, Simone Balestra.
A questo punto potevo anche rilassarmi, ormai gli attori importanti erano già arrivati, non starò certo a preoccuparmi per un attore esordiente di cui non ho mai sentito parlare e che probabilmente sarà anche piuttosto bruttino, altrimenti lo avrei notato sicuramente.
Come è successo per tutti gli altri prima di lui, la nave attracca, uno dei bodyguard gli apre lo sportello e lo aiuta a scendere.
Quando lo vedo a figura intera, però devo ricredermi. Non è per niente bruttino, anzi è esattamente il contrario. È stupendo. È alto molto più di me, con le gambe lunghe, il fisico tonico e due mani spettacolari, perfettamente curate, con le dita lunghe e affusolate da pianista. Chissà se suona il piano. Sicuramente si.
Indossa un paio di pantaloni bianchi, una maglietta verde militare e una giacca del medesimo colore. E se già è bello vestito così, non so davvero cosa aspettarmi sta sera quando lo vedrò in smoking, mentre sfila sula red carpet.
Pensavo che con lui sarei stato tranquillo, invece sono più agitato che mai.
Sento una strana sensazione, non come quella che ho sentito quando ho visto Brad e Penelope. Questa è diversa. È una strana sensazione alla bocca dello stomaco che non avevo mai sentito prima. Ma che mi sta succedendo?
Ci metto un po' ad accorgermi che lo stavo fissando, in maniera forse anche un po' inquietante, perciò distolgo immediatamente lo sguardo e lo punto sulla macchina fotografica del mio capo. In modo da poter continuare a guardarlo, ma con discrezione.
"Okay, abbiamo finito, grazie mille" dice il signor Rinaldi rivolto a Simone, per fargli capire che poteva smettere di posare e poteva raggiungere gli altri attori.
Io alzo immediatamente lo sguardo per poterlo osservare un'ultima volta prima che se ne andasse. E per un momento che mi è sembrato infinito i nostri sguardi si sono incrociati e io ho potuto guardarlo dritto in quei meravigliosi occhi color nocciola, i più belli che avessi mai visto. Prima di andarsene definitivamente ci ha rivolto un cenno con la mano, accompagnato da un timido sorriso, in segno di saluto. Saluto che io mi affretto a ricambiare, nonostante nella mia testa ci fosse la confusione più totale.
"Carino eh?" Dice il mio capo dopo che lui se n'era già andato.
"C-cosa?" Domando io ancora un po' intontito.
"Beh dico che è stato molto carino con noi, insomma nessuno degli altri attori ci ha salutato. Sembra davvero un bravo ragazzo. Non è facile trovarne in questo mondo. Di solito sono tutti degli snob montati"
"Oh si, insomma... ehm per lo standard è stato molto carino... si" balbetto io cercando di rimettere in ordine i miei pensieri.
"Bene, ora non perdere altro tempo e smonta tutto. Il red carpet ci aspetta!"N/A: ciaoooo, questo era il primo capitolo di questa ff. Tecnicamente doveva essere una one shot, ma alla fine ho deciso di allungarla un pochino :) spero che questo primo capitolo vi sia piaciuto, pubblicherò il secondo il prima possibile. Se vi sta piacendo la storia fatemelo sapere e se vi va condividetela qui con i vostri amici, su Twitter, Instagram ecc... mi farebbe molto piacere <33
Se avete qualche suggerimento o qualche critica costruttiva non esitate a scrivermi qui nei commenti o in privato, ogni tipo di aiuto è ben accetto. E soprattutto fatemi sapere se vi piace il titolo perché non mi convince molto sinceramente, e anche in questo caso se avete suggerimenti scrivetemi plsss.
Love y'all, ci vediamo al possiamo capitolo.-A ❤️

STAI LEGGENDO
Ti scatterò una foto
FanfictionÈ il 2027 Manuel Ferro è un aspirante fotografo di 23 anni, che viene scelto per fare da assistente ad uno dei fotografi più importanti di Roma al festival del cinema di Venezia. E anche se il suo capo non è esattamente la simpatia fatta a persona...