Pesciolini

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=》Spazio Autore
Lo so che è strano trovare uno spazio autore in alto, all'inizio. In questo capitolo sperimenterò un po' con la mia scrittura, ci sono tre versioni dello stesso testo, se mi diceste quale preferite o mi deste consigli apprezzerei molto.

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Test

Più vidi il mio ragazzo avvicinarsi più la mia rabbia salì.
《Mi dispiace.》Detto questo si fermò esattamente davanti a me《Va bene? Sei contenta? Mi dispiace.》Stavo per scoppiare a piangere dalla rabbia per queste sue parole.

《Non avrei dovuto farlo.》Provò ad avvicinarsi ma io non glielo permisi. 《Non avrei dovuto dar così tanto da mangiare ai tuoi amati pesciolini. Ma non è colpa mia, è colpa tua. Non sapevo che se gli davi troppo da mangiare morivano.》A queste parole spalancai gli occhi, non credevo alle mie orecchie. 《È colpa tua che non me lo hai detto. Io pensavo solo che se gli avessi dato molto da mangiare sarebbe durato di più. E comunque, come ho già detto, è tutta colpa tua. Quindi dovresti essere tu a chiedermi scusa, non il contrario. Su, chiedimi scusa e non ci pensiamo più.》

Appena smise di parlare incrociai le braccia, una nuova rabbia crebbe dentro di me. Una rabbia diversa, più decisa. 《Chiedere scusa? Io? Tu hai ucciso, ucciso, l'unico ricordo che mi rimaneva di mio nonno.》Non potevo permettermi di piangere, quello che stavo dicendo era troppo importante, ma ormai sentivo le lacrime che stavano per uscire.《Lo sapevi benissimo cosa quei pesci significavano per me. Erano importanti. Lo sapevi. Perché non ci hai prestato attenzione? Perchè? Potevi chiedere, potevi abbassare quella facciata da duro e chiedere.》E mentre lo dicevo notai come nei suoi occhi non c'era neanche un briciolo di senso di colpa.《Basta, questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, tutto questo dimostra quanto tu sia immaturo. Tra di noi è finita.》

Il mio, ormai, ex-ragazzo mi guardò. Mi vide, forse per la prima volta. Vidi la paura instaurarsi sul suo volto 《No, parliamo.》 Provò a toccarmi, ma mi scansai, aveva superato ogni limite. 《Parliamone. Non puoi lasciarmi così. Per dei pesciolini. Non puoi. Torna indietro. Torna subito qua. Erano solo dei pesci! Erano solo dei pesci》 Ma le sue parole prive di significato non le sentii, me ne ero già andata.

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Test 2

Il mio ragazzo si sta avvicinando a me e più lo fa più sento la rabbia crescere in me.

《Mi dispiace.》 Detto questo si fermò esattamente davanti a me 《Va bene? Sei contenta? Mi dispiace.》 Sto decisamente per scoppiare a piangere dalla rabbia per queste sue parole.

《Non avrei dovuto farlo.》 Sta provando ad avvicinarsi. Io mi scanso, non voglio quell'essere vicino a me. 《Non avrei dovuto dar così tanto da mangiare ai tuoi amati pesciolini. Ma non è colpa mia, è colpa tua. Non sapevo che se gli davi troppo da mangiare morivano.》
A queste parole spalanco gli occhi, non credo alle mie orecchie, è quasi ridicolo. 《È colpa tua che non me lo hai detto. Io pensavo solo che se gli avessi dato molto da mangiare il cibo sarebbe durato di più. E comunque, come ho già detto, è tutta colpa tua. Quindi dovresti essere tu a chiedermi scusa, non il contrario. Su, chiedimi scusa e non ci pensiamo più.》

Ha smesso di parlare ed io incrocio le braccia al petto, una nuova rabbia cresce dentro di me. Una rabbia diversa, più decisa.
《Chiedere scusa? Io? Tu hai ucciso, ucciso, l'unico ricordo che mi rimaneva di mio nonno.》 Non posso permettermi di piangere, quello che sto dicendo è troppo importante, ma ormai sento le lacrime che stanno per uscire.
《Lo sapevi benissimo cosa quei pesci significavano per me. Erano importanti. Lo sapevi. Perché non ci hai prestato attenzione? Perchè? Potevi chiedere, potevi abbassare quella facciata da duro e chiedere.》
Esattamente mentre dissi ciò notai come nei suoi occhi non c'era neanche un briciolo di senso di colpa. 《Basta, questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, tutto questo dimostra quanto tu sia immaturo. Tra di noi è finita.》

Il mio ormai ex-ragazzo mi guarda negli occhi. Mi vede, forse per la prima volta. Vedo la paura instaurarsi sul suo volto 《No, parliamo.》 Prova a toccarmi, ma mi scanso, ha superato ogni limite. 《Parliamone. Non puoi lasciarmi così. Per dei pesciolini. Non puoi. Torna indietro. Torna subito qua. Erano solo dei pesci! Erano solo dei pesci.》 Ma le sue parole prive di significato non le sentii, me ne ero già andata.

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Originale
Ragazzo: "Mi dispiace.
Va bene? Sei contenta? Mi dispiace.
Non avrei dovuto farlo. Non avrei dovuto dar così tanto da mangiare ai tuoi amati pesciolini. Ma non è colpa mia, è colpa tua. Non sapevo che se gli davi troppo da mangiare morivano. È colpa tua che non me lo hai detto. Io pensavo solo che se gli avessi dato molto da mangiare sarebbe durato di più. E comunque, come ho già detto, è tutta colpa tua. Quindi dovresti essere tu a chiedermi scusa, non il contrario. Su, chiedimi scusa e non ci pensiamo più."

Ragazza: "Chiedere scusa? Io? Tu hai ucciso, ucciso, l'unico ricordo che mi rimaneva di mio nonno. Lo sapevi benissimo cosa quei pesci significavano per me. Erano importanti. Lo sapevi. Perchè non ci hai prestato attenzione? Perchè? Potevi chiedere, potevi abbassare quella facciata da duro e chiedere. Basta, questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso, tutto questo dimostra quanto tu sia immaturo. Tra di noi è finita."

Ex-Ragazzo: "No, parliamo. Parliamone. Non puoi lasciarmi così. Per dei pesciolini. Non puoi. Torna indietro. Torna subito qua. Erano solo dei pesci! Erano solo dei pesci..."

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