Luna di sangue

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Il cielo purpureo vegliava la notte che stantia si dilungava. La luna rendeva onore alle stelle e al creato, ma con occhio maligno osservava il prossimo passo; attendeva con armonia sensuale le vite spegnersi nel mondo, per ingozzarsi infine in un insolito banchetto.

Non occorreva riflettere in quel frangente di tempo. Il pensiero, obnubilato con eccessiva persuasione, sprofondava al di sotto della terra che reggeva il mio peso con immane stanchezza. Proprio la terra, obbligata a sostenerci per chissà quale avvento inspiegabile, si ribellava di tanto in tanto fremendo e lacerandosi in più punti. Il disastro stava per avvicinarsi ...

Non era logico, tanto meno veritiero, ma il suolo si sollevava proprio dove esso si spaccava, creando ciclopiche pareti irregolari. E così, catapultato per l'ennesima volta in una dimensione astratta e ambigua mi ritrovai a gironzolare per le vie di un labirinto etereo e macabro, ove la luce, delizia del palato, spifferava a tratti la sua presenza leggiadra.

Le anime condannate a girovagare per l'eternità sospiravano con delicatezza e presunzione. La disperazione aleggiava nell'aria in quel labirinto sproporzionato in grandezza. I viali erano quasi impraticabili; ricoperto di ossa il suolo non auspicava una buona meta.

Ogni notte la destinazione era differente.
La luna iniettata di sangue proclamava un vincitore ma la sopravvivenza, cosa ardita e quasi irragiungibile, era a portata di mano, per meglio dire, di schiocco. In ogni angolo anime disperse si ritrovavano a sostentarsi coi ricordi.

Il passato, onnipresente, annienta anche chi al mondo non c'è più. Penzola in ogni istante questo gufo immortalato in volo, la sventura fugge e si avvicina il un loop di frenetica circostanza.

Dei feretri posti in cima ad una collinetta risplendevano di luce propria. Un gruppo di scheletri danzavano divertiti con i mano dei calici grondanti di vino. Altri stringevano pezzi di pane rappreso. Danzavano con orgoglio e con sorriso mellifluo; attendevano impazienti altri doni.

"Oggi nascerà un nuovo figlio, il suo sangue e la sua carne partoriranno per voi l'infinta destrezza della vita stessa. Accogliete con onore lo sforzo divino, sentite con l'animo oscuro la sua triste melodia."

Voci e suoni nell'aria, erano visibili come materia colma di colore. Si proiettavano oltre l'orizzonte e il tramonto, roseo e accogliente, mutava in modo spropositato, fino a diventare tenebroso e surreale.

Improvvisamente gli scheletri balzarono verso il cielo per ricadere al suolo con un tonfo sordo rompendosi in più pezzi. Susseguirono diversi balzi, diverse fratture; cocci infiniti di ossa ricoprirono la collinetta.

"Metti in ordine tutti i frammenti se vuoi sopravvivere alla sconfitta della tua esistenza. Ricostruisci le carcasse di quelle povere anime sconsolate se vuoi uscire dal labirinto della tua vita."

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