Luna blu

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Persi i sensi quando arrivai a destinazione. Il mio corpo inerme se ne stava seduto su una sedia in ferro battuto che puzzava di ruggine. La stessa ruggine che opprimeva il mio cuore e ostruiva le arterie con una tale leggerezza da perdere il senno.

Un ampio spazio illuminato da tante candele mi accoglieva. Le lucciole, curiose e affamate, giocherellavano con il mio viso punzecchiandolo con dolcezza. La mia forza scemava e la luce, eternamente viva, acquietava la mia irrefrenabile voglia di spegnermi all'improvviso.

Era il fato che mi metteva alla prova.
Era il destino che giocava con la mia anima dannata.
Era il caso che inesistente si faceva strada verso anfratti misteriosi e idilliaci pronti a squarciare per sempre quella piccola parte umana che in me restava.

"Benvenuto nella tua eterna dimora ..."

Come un lampo nel cielo in una notte di mezza estate, apparve al mio cospetto una struttura immensa. Era davvero infinita. Circondata da un fitto bosco la magione si ergeva a ridosso di una collina. Interamente ricoperta di edera appariva distorta e rassicurante. Centinaia di finestre buie si affacciavano al di sopra di un belvedere, oltre al quale un cimitero si espandeva nella sua totale assenza divina, rallentando i battiti e sfidando la sorte.
Centinaia e centinaia di finestre spente; non lasciavano trapelare nulla al di fuori di esse, intensificando il mistero e la paura, laddove la paura stessa saturava l'aria.

Diverse canne fumarie in cima al tetto fumavano prepotenti. I fumi, spiriti assetati di libertà, si innalzavano verso il cielo per rimanere poi intrappolati in una cupola protettiva e invisibile. La nebbia si espandeva incommensurabilmente. Era affascinante, morbida, così leggera da farmi naufragare in un mare colmo di aghi, da farmi nuotare in esso, senza avvertire dolore, senza avvertire la sofferenza e lo sforzo fisico per sopravvivere a quella inaudita tortura.

Ogni cosa cattura l'attenzione. Ogni cosa stimola la fantasia. E la più oscura fantasia in realtà è la più saggia, perché sfida la gravità, perché sfida la materia. Sfida il sogno etereo e lo rende nitido, lo trasforma in ogni sua forma. Lo modella a puntino e lo rende vivibile parzialmente. Ogni cosa cattura l'attenzione; bisognerebbe guardare oltre.

Dopo aver accumulato coraggio a sufficienza decisi di varcare l'immenso cancello. A pochi metri da esso apparve un insegna luminosa.

... HOTEL ...

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