32. L'Onice Nero 💎

113 14 360
                                    

Li precedo frettolosamente e davanti la porta del mio laboratorio tento invano di aprire l'ingresso.
Giro la maniglia fra le mani ma come tutti ci aspettiamo la porta è chiusa a chiave.

<<Streghetta, l'hai chiusa tu la porta prima di...>> mi dice Suzette.

<<Suzy! Le doppie! Dammi le tue chiavi, muoviti!>>

Un tonfo sordo dall'interno mi fa realizzare che dentro ci sia qualcuno e l'unica che non è fra noi è...

<<Demoiselle! Apri questa porta! Per tutti i Sorci, non commettere idiozie!>> Agitata tento inutilmente di fermarla qualunque sia la sua intenzione.

<<Allora te l'ha sottratte lei le chiavi!>> Faretto accanto a me inizia ad innervosirsi.

<<Sì. Che idiota sono stata! Come ho fatto a farmi fregare da lei!>>

Di corsa Suzette torna con le copie in mano e tenta immediatamente di aprire.
Dall'interno una voce ci raggiunge come un eco risuonante nel vuoto.

<<Bene mia adorata. Porta qui la teca.>>

Guardo terrorizzata Suzette: <<È mia madre quella... oddio Suzy apri, sbrigati! Demoiselle non ascoltarla! Apri questa maledetta porta!>>

La chiave nella toppa fa resistenza; l'altra inserita dall'interno giace nella serratura.
<<C'è l'altra chiave inserita! Non si aprirà mai.>>

<<La secondaria Suzette! Passiamo dall'esterno, muoviamoci!>>

Senza dir niente in un frangente siamo tutti già fuori e ci immergiamo nella luce del giorno ormai inoltrato.
Il fruscio delle foglie degli alberi che contornano la nostra casa sembra quasi tiri fuori un lamento; un gemito lagnante che si infiltra nella mie ossa.

Una sensazione cupa e di angoscia si posa sul mio corpo come un'ombra pesante che mi caccia via il respiro.

Il muso di Rufus spinge sulle gambe di Suzette mentre correndo accanto a lei tenta di fermarla: <<Suzette! Aspetta qui tu.>>

<<Non scherzare Rufus>> lei lascia morire la frase in vista della porta secondaria ormai davanti ai nostri occhi.

Infilo la chiave e come previsto nessuna resistenza; tre giri ed essa si spalanca sotto il nostro sguardo.

La luce che si irradia verso l'esterno assorbe i bagliori naturali del sole che timidi si rimettono mesti all'enorme e potente rappresentazione magica.
Dominanti e suggestive forze soprannaturali prendono vita nella nostra casa e impotenti, incoscienti, ignari, i miei compagni restano inermi sotto cotanta forza.

Mia madre, avvolta nel potere della luminescenza, dall'alto opprime e conquista corpo e mente della nostra compagna.

Mia madre, avvolta nel potere della luminescenza, dall'alto opprime e conquista corpo e mente della nostra compagna

Oops! Questa immagine non segue le nostre linee guida sui contenuti. Per continuare la pubblicazione, provare a rimuoverlo o caricare un altro.
Il Laboratorio di Strega Sorcia Dove le storie prendono vita. Scoprilo ora